Diario dall’ India – 18 febbraio 2015

Tempio del loto

L’aereo per l’Italia parte nel tardo pomeriggio, Niccolò si è miracolosamente ripreso in salute, anche Ursula ha un aereo nel pomeriggio, quindi decidiamo di utilizzare la mattinata per visitare qualcosa di Delhi, una città così piena di cose da vedere che non si finirebbe mai.

La scelta cade sul  tempio del Loto. Questo è un tempio costruito dai fedeli della religione Baha, una religione non molto conosciuta da noi, ma molto interessante e molto protesa al futuro. E’ veramente rivoluzionaria. Sostiene che TUTTI hanno ragione! Cioè sostiene che tutte le religioni del mondo sono sempre e comunque dei sinceri strumenti per la ricerca del divino, e che, pertanto, tutte le religioni sono importanti, giuste, vere, utili, perché portano comunque l’essere umano all’evoluzione spirituale. Sostiene che comunque ogni ricerca del divino, se effettuata con onestà, è comunque preziosa e nobile e ha lo stesso valore, indipendentemente dalla religione praticata. E’, per quanto io conosca, l’unica religione totalmente inclusiva che si possa incontrare sul pianeta, mentre tutte le altre sono sempre e comunque volte ad escludere (o almeno a sminuire, in qualche maniera), chiunque segua altre strade. Ovviamente i Baha hanno un altro primato: quello di essere perseguitati da tutti, perché l’inclusività, per ogni religione istituzionale, è una diabolica eresia.

Il tempio del Loto è uno dei grandi capolavori di architettura contemporanea. E’ il tempio di tutte le religioni: basta sedersi tranquilli e in silenzio e ciascuno può venerare il dio che preferisce.

 

Viaggio ritorno

Tutte le cose belle finiscono.

E così dobbiamo dire addio India. Andiamo all’aeroporto internazionale di Delhi per tornare a casa.

2015-02-19 14.18.15

 

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